Ficarra
Ficarra sorge sui monti Nebrodi, a 450 m s.l.m., in mezzo a boschi di ulivi e noccioleti.
Il territorio è diviso su tre colline: in quella sud-occidentale vi è il centro (che a sua volta è sormontato dalla collina del convento, da quella della chiesa madre e da quella della fortezza carceraria). In quella a centrale le contrade di Serro, Crocevia e Pietra della Zita, in quella nord-orientale Matini. A nord, in pianura, vi sono Rinella, San Noto, Sauro. Le tre colline sono divise da due valli in cui scorrevano il torrente di Brolo e un suo affluente. La valle sud-occidentale, che divide il territorio di Ficarra da quello di Naso e Sinagra, è invece solcata dal torrente Naso (o Timeto).
Ficarra è un tipico paese medievale, che ha comunque subito molti rimaneggiamenti nel tempo. Il centro abitato è pieno di vicoli che si intrecciano con strade asfaltate, palazzi d’epoca si alternano a edifici di recente costruzione, senza tuttavia compromettere il fascino antico che avvolge il paese.
LA STORIA
La nascita di Ficarra secondo Diodoro Siculo furono i fenici a fondare Pallisa (che deriverebbe dalla dea Pallade), primo villaggio nel territorio ficarrese. I greci avrebbero ricostruito il villaggio su una collina oggi chiamata Strummuli.
Il paese attuale nacque attorno ad una fortezza saracena, citata nel 1198 dai registri di Messina.
Sotto i Normanni, il centro nebroideo era un feudo che fungeva da riserva di caccia per i baroni. Sotto gli Svevi il territorio venne attribuito a Guglielmo Amico, che rimase in carica fino a quando Federico II non morì e Ficarra gli venne tolta e data a Macalda Scaletta e Alaimo da Lentini che furono i nuovi proprietari.
Caduti in disgrazia persero il feudo, che fu conquistato da Ruggero di Lauria, erede di Guglielmo Amico. Ruggero era il comandante in capo della flotta aragonese e vinse alcune battaglie contro gli angioini. Ciò non impedì al re di confiscargli i beni, tra cui Ficarra, che venne assegnata di nobili Lancia o Lanza di Brolo, che rimarrano in carica fino alla prima metà del Settecento. Il capostipite sarebbe stato Manfredi di Sicilia, figlio di Federico II.
- Il convento dei Frati Minori Osservanti di San Francesco.
- Il Santuario dell'Annunziata.
- La fortezza carceriera.
- I palazzi nobiliari.

